Il bob è una disciplina tecnica molto dura. Si corre, nel
bob a due, su un siluro lungo due metri e settanta centimetri, che
prevede un peso complessivo massimo di 390 chilogrammi (equipaggio
compreso). Pesi e misure sono maggiori per il bob a
quattro, naturalmente.

Le piste attuali sono in cemento, coperto da strati di ghiaccio
artificiale. Si scende a una velocità media di 120-130 kmh, con
punte massime di 150 kmh.
Le prime competizioni risalgono alla fine del XIX secolo, gare
organizzate sulle strade di St. Moritz, in Svizzera. I bob di
allora erano in legno: oggi sono in vetroresina. Il debutto alle
Olimpiadi risale al 1924 (Chamonix). Dal 2002, per la prima volta,
corrono anche le donne.
Nel 1998, alle Olimpiadi di Nagano (le prime del dopo Tomba) due
carabinieri - Guenther Huber e Antonio Tartaglia - rinnovano i
fasti antichi di una specialità che negli anni Cinquanta aveva
riservato all'Italia enormi soddisfazioni con un campione
leggendario, Eugenio Monti.
Huber, il veterano dei due, non è nuovo a soddisfazioni olimpiche.
Quattro anni prima, a Lillehammer, ha ottenuto la medaglia di
bronzo nello slittino doppio in coppia con il frenatore Stefano
Ticci (delle Fiamme Oro).
Dietro Tartaglia e Huber altri carabinieri stanno ottenendo
risultati lusinghieri in questa difficile specialità: Ivo Feriani,
Paolo Bertoldi, Filippo Bussolino. Il sogno di tutti è emulare i
vincitori di Nagano, o - più ancora - raccogliere la storica
eredità di Eugenio Monti, che alle Olimpiadi di medaglie d'oro ne
conquistò ben quattro.
A Torino l'Arma potrà contare su Simone Bertazzo, giovane promessa
del bob italiano, in forza al Centro Sportivo Carabinieri dal 2002.
Il ventitreenne bellunese farà il suo esordio olimpico pilotando il
Bob a 2 e il Bob a 4 azzurro; una bella responsabilità ma anche una
grandissima soddisfazione per questo bravo pilota che già nel corso
dell'attuale stagione è stato capace di guidare l'equipaggio
azzurro al terzo posto nella Coppa del Mondo di Lake Placid
(USA). |