Storica impresa dei fondisti
azzurri sulla neve di Pragelato Plan: gli azzurri si laureano
campioni olimpici nella gara che fino all'ultimo momento
preannunciava la solita sfida tra i dominatori di questa
specialità, Italia e Norvegia. Il quartetto azzurro, chiamato
a lanciare l'ennesima sfida ai norvegesi, schierava in prima
frazione Fulvio Valbusa, poi due carabinieri, Giorgio Di Centa
e Pietro Piller Cottrer, che avevano il compito di lanciare
Cristian Zorzi nella frazione finale. Nelle ultime quattro
edizioni olimpiche è stata sempre una lotta a due, dove Italia
e Norvegia si sono date battaglia sul filo dei centesimi e, a
parte la vittoria azzurra a Lilllehammer '94, gli scandinavi
avevano sempre avuto la meglio vincendo ad Albertville '92, a
Nagano nel '98 ed a Salt Lake nel 2002.
Oggi la Norvegia non si è vista mai,
se non fino a poco più di metà gara, quando ancora i vari team si
trovavano raggruppati in una manciata di secondi e nessuno
accennava a prendere l'iniziativa. I primi due frazionisti azzurri,
chiamati a coprire i loro venti chilometri a tecnica classica,
riuscivano a rimanere attaccati ai battistrada. Un coriaceo Valbusa
prima e un concentratissimo Di Centa poi dimostravano grande
determinazione e spirito di sacrificio nella tecnica meno
congeniale ai nostri, che di contro, prediligono il passo
pattinato. Soprattutto il carabiniere di Treppo Carnico, dopo il
cocente quarto posto di domenica nella pursuit, attingendo a tutta
la sua fame di medaglia, teneva a bada i tentativi di fuga degli
altri. Gli scandinavi, campioni olimpici e mondiali in carica,
contrariamente alle aspettative, non riuscivano mai ad impensierire
la cavalcata azzurra verso la conquista dell'oro olimpico. Durante
la gara, dopo che Norvegia e Russia sembravano non poter tenere le
posizioni di testa, le preoccupazioni maggiori si sono trasferite
semmai su Germania, Svezia e Francia.
Queste nazioni, insieme alla
Repubblica Ceca, hanno fatto compagnia all'Italia fino a metà della
terza frazione, quella che vedeva impegnato un lanciatissimo Pietro
Piller Cottrer. Il carabiniere di Sappada, bronzo una settimana fa
qui a Pragelato nella 30 Km pursuit, dopo un primo tentativo
d'attacco sulla lunga salita antistante il rettilineo d'arrivo,
riproponeva la stesso tentativo al secondo passaggio; questa volta
l'azione di "Killer Piller" schiattava la resistenza degli
avversari e regalava all'Italia un margine di vantaggio che
cresceva metro dopo metro. Del quartetto di testa, né la Svezia e
la Germania, né tanto meno la Repubblica Ceca, riuscivano a tenere
la progressione del carabiniere bellunese che con la sua decisa
azione poneva le basi per consentire poi a Zorzi di volare
tranquillo verso il traguardo. L'Italia si presentava così
all'ultimo cambio nettamente in testa e riponeva proprio nel forte
fiemmese, schierato per ultimo per le sue caratteristiche di
sprinter, il compito di gestire il margine costruito fino a quel
momento da Piller Cottrer. Zorzi, rassicurato dalla vincente azione
del compagno, ereditava da "Caterpiller" lo slancio verso il
successo che capitalizzava metro dopo metro incrementando il gap
dalla coppia inseguitrice formata da Germania e Svezia. Il
vantaggio azzurro in cima alla salita del penultimo chilometro
superava nettamente i trenta secondi, un'infinita fetta di
sicurezza per "Zorro" il quale si lasciava serenamente scivolare
giù verso il parterre d'arrivo, dove i compagni, consapevoli di
aver finalmente realizzato un'impresa storica, lo attendevano
festanti tra il boato dei tifosi.
La cavalcata finale di Zorzi verso
l'arrivo sapeva di assoluta supremazia degli azzurri; la gara degli
gli altri si era ridotta ad una mera sfida per l'argento dopo che
Piller Cottrer in terza frazione e Cristian Zorzi nell'ultima
avevano posto un'ipoteca definitiva sulla medaglia d'oro.
Immenso l'entusiasmo dei quattro
eroi azzurri che, dimostrando un affiatamento invidiabile,
cantavano insieme le lodi della loro vittoria complimentandosi a
vicenda. Piller Cottrer e Di Centa si ritrovano così sul quel podio
che li aveva divisi una settimana fa, quando il primo era stato di
bronzo e il secondo era invece rimasto coi piedi per terra al
quarto posto.
Fondamentale ancora l'apporto degli
sciatori del Centro Sportivo Carabinieri ai successi azzurri in
questa Olimpiade torinese, il cui medagliere conta complessivamente
3 ori e 4 bronzi: due gli ori firmati dall'Arma, dopo quello
iniziale di Zoeggeler, a cui si aggiunge il bronzo di Piller sulla
30 km pursuit.
Il programma gare prevede ancora la
sprint mercoledì e la 50 km che domenica chiuderà la rassegna
olimpica. Chissà se i nostri campioni riusciranno a trovare ancora
la voglia di soffrire e inseguire le medaglie che ancora sono in
palio: visto il cuore e il carattere che questi ragazzi hanno messo
oggi sul campo, non c'è da dubitare che fino all'ultimo metro
cercheranno di imporre ancora una volta la loro classe
sopraffina. |