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Pentathlon
La leggenda racconta di un corriere
militare dell'Armata napoleonica, incaricato di consegnare un plico
nel più breve tempo possibile.
Alla maniera di
Filippide - che s'avventurò per 42 chilometri e 195 metri per
portare ad Atene la notizia della vittoria sui persiani (490
avanti Cristo), inventando in tal modo la maratona -
quest'altro soldato, rimasto anonimo, montò su un
cavallo trovato nelle scuderie e percorse alcuni
chilometri al galoppo.
Caduto in un agguato, fu costretto a difendersi dai nemici a
colpi di pistola e di spada; attraversò poi un fiume e
nuoto, e percorse l'ultimo tratto di strada di corsa.
Nacque così il pentathlon moderno, classica disciplina
militare adatta per valutare il grado di addestramento dei
soldati.
Cinque
prove che misurano le doti complessive di un atleta
polivalente. Nel tiro alla pistola vengono sparati 20
colpi (ad aria compressa) contro un bersaglio fissato a 10
metri di distanza. Nella scherma, ogni atleta si batte
successivamente con tutti gli altri: ogni assalto si esaurisce
in una sola stoccata (con un minuto di tempo massimo: se
nessuno dei due va a segno, viene decretata la sconfitta per
entrambi). In piscina si corrono i 200 metri stile
libero. La prova di equitazione è su 10 ostacoli per
complessivi dodici salti. L'ultima prova è la corsa
campestre, sulla distanza di 3.000 metri: le partenze sono
scadenzate in base al punteggio ottenuto nelle quattro gare
precedenti (un secondo per ogni quattro punti). Chi taglia per
primo il traguardo vince la competizione.
Fu il barone de Coubertin in persona a caldeggiare
l'inserimento del pentathlon nel programma olimpico, a partire
dal 1912. Il papà delle Olimpiadi era convinto che poche discipline
come questa interpretassero correttamente lo spirito con il quale
deve essere affrontato e vissuto lo sport.

Il pentathlon non ha mai raggiunto il grado di diffusione di altri
sport, ma i pentatleti sono circondati dal rispetto che si deve ai
superuomini, in grado non soltanto di misurarsi su terreni molto
diversi, ma di affrontare difficoltà molto particolari.
Nell'equitazione gli atleti montano un cavallo estratto a sorte, e
non un animale con il quale abbiano avuto modo di raggiungere una
confidenza e un affiatamento esemplari. Nella scherma hanno una
sola stoccata a disposizione per ogni incontro, e questo pone in
primo piano carattere e temperamento, più che doti tecniche
affinate con anni di esercizio in sala d'armi.
Sport durissimo, anche dal punto di vista psicologico,
il pentathlon vede da molti anni gli atleti dell'Arma in
posizioni di predominio in campo nazionale e di grande rilievo
in campo internazionale. Ben prima della nascita del Centro
Sportivo Carabinieri un brigadiere dell'Arma, Duilio Brignetti, si
classificò secondo ai Campionati del Mondo. Correva l'anno 1950.
Dopo di allora, Brignetti conquistò quattro titoli italiani. La
Sezione Pentathlon fu
istituita nel 1965 e ottenne subito eccellenti risultati
grazie alla presenza di atleti di valore assoluto (Serena,
Deligia, Caminita. Benincasa, Rivano, Barbesco, Felicita,
Devigili). Nella seconda metà degli anni Settanta l'attività
agonistica fu sospesa a causa dei gravosi impegni di ordine
pubblico ai quali erano chiamati gli uomini dell'Arma. Erano
gli anni di piombo, e non c'era molto tempo da dedicare allo
sport. La Sezione fu ricostituita nel 1983 e venne affidata al
maresciallo Giorgio Devigili, tecnico del Centro Sportivo e
ultimo pentatleta ancora in attività della vecchia squadra. I
risultati non si fecero attendere. Nel 1985 il carabiniere
Luigi Filipponi conquista il titolo juniores, e la squadra
composta da Bertacchini, Possanzini, Quaglieri e Tiberti si
classifica seconda nei Campionati italiani assoluti.
L'anno della definitiva consacrazione è il 1987. Gianluca Tiberti,
astro nascente della specialità ottiene il terzo posto individuale
juniores ai Mondiali di Seul e - insieme con Emanuele Santoro e
Luigi Filipponi - conquista il bronzo ai Mondiali Militari di
Brugg. L'anno successivo Tiberti sale sul secondo gradino del podio
alle Olimpiadi nella prova di squadra (con Daniele Masala e
Carlo Massullo).
Tiberti è l'atleta di
maggior spicco, l'erede di Masala (due medaglie d'oro a
Los Angeles), ma intorno a lui cresce una squadra con molti
ragazzi di sicuro valore. Fabio Nebuloni è medaglia d'argento
ai Mondiali Militari del 1994 e (a squadre) nei Campionati del
Mondo del 1997, e medaglia d'oro agli Europei di staffetta
(nel 1995).
Stefano Giommoni è terzo nei Mondiali juniores del 1991 e
primo a squadre nei Mondiali Militari del 1995. Altri atleti -
Mirko Macciocchi, Marco Alei, Paolo Lacquaniti, Andrea Giommoni,
Andrea Bubula, Simone Valentini, Giuseppe Ferraro ed Eric Del
Bianco ottengono brillanti risultati in altre competizioni di alto
livello.
Dal 1983 ad oggi la Sezione Pentathlon moderno ha conquistato 44
titoli italiani (fra assoluti, seniores, juniores e allievi,
individuali e a squadre).
Disciplina militare per antonomasia, il pentathlon si
integra alla perfezione con i doveri d'istituto dei Carabinieri. I
fratelli Giommoni hanno raccontato così la loro attività:
«Quando ancora diciottenni presentammo domanda per entrare
nella Sezione Pentathlon eravamo molto scettici riguardo alla
possibilità che fosse accolta. Una volta arruolati nell'Arma,
ci siamo resi conto che partecipavamo alle gare come atleti
della Sezione, ma anche e soprattutto come Carabinieri.
Vogliamo dire che ci sentiamo carabinieri che svolgono
un'attività sportiva, e non atleti che gareggiano per i
Carabinieri. Il momento più esaltante per noi, in gara, è la
prova di equitazione, nella quale possiamo indossare
l'uniforme, e vivere così la sintesi completa fra la nostra
condizione di atleti e il nostro status di
Carabinieri».
Negli ultimi anni i regolamenti del pentathlon hanno
subito progressive modifiche. Le singole prove sono state
accorciate (la corsa, per esempio, è passata dai 4 ai 3mila metri;
il nuoto dai 300 ai 200 metri). Ma oggi tutte le gare si svolgono
nell'arco di una sola giornata, mentre fino a una decina di anni fa
il calendario era dilatato in cinque giorni. E il programma, in
questo modo, è ancora più faticoso e selettivo.
Nei Campionati del mondo di staffetta si affrontano sedici squadre
di tre atleti ciascuna. Ciascun concorrente spara 10 colpi alla
pistola, nuota sulla distanza di 100 metri, affronta dieci
avversari nella scherma, corre 1500 metri e salta otto ostacoli
nella prova di equitazione. |
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