Uno sforzo
spaventoso che si protrae per molte ore, in condizioni
innaturali, con la necessità di spargersi il grasso sul corpo
per combattere il freddo eccessivo, il rischio di trovarsi in
condizioni ambientali avverse, la monotonia del gesto
atletico, il coraggio di lottare in primo luogo contro se
stessi, la voglia di abbandonare, il desiderio di riposo, la
fatica (a tratti disumana), la sfida, la capacità di
superare i limiti.
Una delle maratone più celebrate - sicuramente la più famosa in
Italia - è la Capri-Napoli. 30 chilometri in linea
d'aria, che s'allungano in ragione delle correnti e della
necessità di affrontare le onde nel modo giusto. Un carabiniere,
Giulio Travaglio, ha vinto ben tre edizioni consecutive della
Capri-Napoli (1968, 1969, 1970) che valeva anche come Campionato
del Mondo.

L'unica gara di fondo che si svolga in piscina è la 5 chilometri
(100 vasche). In mare aperto le gare vengono distinte - in
base alla lunghezza - in mezzofondo, fondo, gran
fondo e maratona. Di mezzofondo sono considerate le gare
inferiori ai 5 chilometri. Come nuoto di fondo è definita ogni
competizione fino a una distanza massima di 20 chilometri. Il gran
fondo comprende le gare fino ai 25 chilometri. Oltre quella misura
il termine appropriato è maratona.
Gli atleti più titolati del Centro Sportivo Carabinieri, sono:
Marco Formentini, Campione Europeo nel 1993, terzo classificato
ai Mondiali del 2000, Campione Italiano negli anni 1993, 1996,
1999, 2001; Claudio Gargaro, Campione Italiano di gran fondo
nel 1994, 1995, 1996, 1998, 1999, 2000; Samuele Pampana,
terzo classificato ai Campionati Europei del 1999, Campione
Italiano di fondo nel 2001. |