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Equitazione
Salto ad
ostacoli
Se il binomio classico è quello fra
cavallo e cavaliere, il binomio storico è - senza dubbio - quello
fra il cavallo (che si chiamasse Posillipo, Merano o Fiorello) e
Raimondo D'Inzeo, medaglia d'oro nel concorso individuale alle
Olimpiadi di Roma, due volte campione del mondo di
salto.
L'intramontabile
Raimondo, otto volte olimpionico, un record difficilmente
uguagliabile, centinaia di volte sul podio nella sua
impeccabile uniforme di ufficiale dell'Arma.
Il più popolare fra i cavalieri di tutti i tempi, il più
amato e ammirato in ogni angolo del mondo. Il più forte, il più
longevo. Una leggenda quando ancora si confrontava nei concorsi
ippici con i Pessoa o i Winkler, o con il fratello Piero. Una
leggenda oggi che l'età non gli permette più di gareggiare, ma gli
consente ancora di montare nel Centro Ippico nella caserma di Tor
di Quinto, a Roma. Del Centro Ippico fu proprio lui il primo
comandante.
Viene in mente
uno sfogo del giovane Holden (protagonista del romanzo di J.D.
Salinger, libro cult delle ultime tre generazioni) che si
scaglia contro la mania dei suoi coetanei (siamo agli inizi
degli anni Cinquanta) per le automobili: «Guardate la
maggior parte della gente, impazziscono per le macchine.
E se si comprano una macchina nuova già cominciano a pensare di
"darla dentro" per una ancor più nuova. A me non piacciono neanche
le macchine vecchie. Non mi interessano. Preferirei un dannato
cavallo. Un cavallo per lo meno è umano». Certo: un cavallo
è umano. E ogni vittoria, in una gara di equitazione, il
cavaliere dovrebbe dividerla idealmente con il suo destriero.
Cosa che - in genere - accade. Quanto sia nobile il cavallo lo
si desume dalla qualità di chi lo monta, che è - per
definizione - cavaliere. E cavaliere vuol dire nobile d'animo,
gentiluomo, cortese e raffinato. I principali ordini di merito
son cavallereschi, e chi si guadagna crediti nella comunità
(persino in tempi repubblicani) ottiene il titolo di cavaliere
al merito, di cavaliere del lavoro o di cavaliere di gran
croce.
Fu nel 1959, alla
vigilia delle Olimpiadi romane, che venne costituita una
sezione sportiva in seno al Reggimento Carabinieri a cavallo, dove
si formò un nucleo di atleti per l'addestramento dei cavalli
destinati alle competizioni di pentathlon moderno. Successivamente
fu istituito il Centro Ippico per la preparazione di cavalieri che
rappresentassero i colori dell'Arma e dell'Italia nelle diverse
specialità, quali il salto ad ostacoli, il completo e il polo.
Fino ad allora i
cavalieri dell'Arma erano stati autodidatti: lo stesso
Raimondo D'Inzeo (all'epoca tenente) si allenava per conto
proprio in vista delle principali competizioni nazionali e
internazionali. E come lui facevano i fratelli Salvatore e
Antonio Oppes, Giancarlo Gutierrez, Leonardo Bovetti, Sergio
Giannone, Giorgio Fassone, Giuseppe Pagotto, Luigi
Pertusi.
Dopo il 1960 e la nascita del Centro ippico, emersero altri
atleti di valore internazionale, che hanno dato lustro per molti
anni alla Sezione: Dino Costantini, Norberto Capozzella, Tullio
Todini, Alessandro De Lorenzo, Renato Scuzzarello, Claudio Bodio,
Luigi Zannoni, Andrea Dessì, Giovanni Fabi, Michele Costantini,
Giuseppe Calaresu, Giuseppe Corno, Paolo Del Favero, Fortunato
Pignalosa, Roberto Carraro, Gianluca Favale, Alessandro
Iasson.
L'equitazione
è pane quotidiano per i Carabinieri. E questo spiega
perché il Centro Ippico ha una duplice vocazione. Oltre a
curare l'allenamento degli atleti, assicura l'addestramento
del personale di ogni grado destinato all'Arma a cavallo. Il
programma consta di due fasi: l'istruzione di base per
ispettori, sovrintendenti e carabinieri, che tende a
formare l'assetto e ad abilitare l'allievo al lavoro alle tre
andature (passo, trotto e galoppo); l'istruzione avanzata
per coloro che superano la prima fase, per gli allievi
ufficiali dell'Accademia Militare di Modena e per quelli nuovi
giunti in forza al Reggimento, che fa capo alla 1a Brigata
della Divisione unità mobili inquadrata nel Comando unità
mobili e specializzate Carabinieri "Palidoro". Poi c'è
la sezione perfezionamento che completa la formazione tecnica
del cavaliere per avviarlo all'agonismo, e seleziona i puledri
da acquistare per le esigenze di tutto il Reggimento. La
sezione provvede anche alla doma e all'addestramento di base
dei puledri acquistati.
I cavalli vengono scelti in ragione sia dell'esigenza agonistica
che di quella istituzionale. Tra le razze più diffuse prevalgono
la irlandese e la lipizzana, che offrono garanzie di resistenza
e longevità. Nel Centro ci sono due maneggi scoperti e due
coperti.
Il medagliere
di Raimondo D'Inzeo è impressionante. Al punto da oscurare
quello di altri cavalieri che meriterebbero comunque il titolo
di fuoriclasse. Il colonnello Giancarlo Gutierrez, per
esempio. Olimpionico a Stoccolma (i Giochi si svolsero a
Melbourne, ma l'equitazione funse da prologo, nella capitale
svedese) nel completo, dove si classificò settimo
nell'individuale e quinto nello squadre, è stato un cavaliere
polivalente ed ha sommato numerose vittorie e piazzamenti nei
concorsi ippici internazionali sia nel completo che nelle gare
a ostacoli. Ha partecipato a 268 concorsi nazionali, ottenendo
233 primi posti.
Il capitano Salvatore Oppes conquistò la medaglia d'argento a
squadre alle Olimpiadi del 1956 (con Raimondo e Piero D'Inzeo).
Vinse diversi Gran Premi delle Nazioni negli anni Cinquanta, quasi
sempre in sella a Pagoro. Il fratello, Antonio Oppes, fu bronzo a
squadre alle Olimpiadi di Roma (con Raimondo e Piero D'Inzeo) e
ottenne numerosi successi nei Gran Premi delle Nazioni e nelle gare
individuali dei concorsi ippici.
Leonardo Bovetti fu il primo sottufficiale ammesso a
partecipare a concorsi internazionali. Fra il 1951 e il 1959
prese parte a numerosi concorsi ippici internazionali.
Le glorie del
passato costituiscono uno sprone per i giovani cavalieri.
E il vivaio del Centro ippico di Tor di Quinto (di cui è
responsabile il tenente colonnello Giorgio Dino Guida),
affidato al luogotenente Giorgio Devigili, è pieno di campioni
che garantiscono importanti successi nelle competizioni
internazionali. All'atto della sua ricostituzione, nel 1993,
il Centro formava soltanto gli atleti del completo, ma
dall'anno successivo è ripreso l'addestramento dei cavalieri
del salto ad ostacoli. Atleti dell'Arma hanno fatto parte
delle squadre che hanno vinto negli ultimi anni le Coppe delle
Nazioni ai Concorsi di Zagabria (in Croazia), Washington
(USA), La Baule (Francia), Aachen (Germania), Toronto
(Canada), Bratislava (Slovenia), Budapest (Ungheria),
Chernyakouosk (Russia), Helsinki (Finlandia), Drammen
(Norvegia), Atene (Grecia), Linz (Austria), Podebrady
(Cekia).
Enrico Maria Frana ha vinto l'oro a squadre nei Campionati
Mondiali Militari svoltisi a Roma nel 2000 (dove si è classificato
terzo nell'individuale). Massimo Grossato ha vinto i Campionati
Italiani Militari nel 1996. Lorenzo Toscano è stato oro a squadre
nei Mondiali Militari di Roma nel 1995. Giuseppe Rolli ha vinto i
campionati italiani Young Rider nel 1997, 1998 e 1999. Bruno
Chimirri si è classificato secondo a squadre e terzo individuale ai
Mondiali Militari del 1998 (in Libano). Alessandro Iasson si è
classificato secondo a squadre ai Mondiali Militari del 1996 (in
Siria) ed ha vinto la Coppa delle Nazioni del 1997 (in
Russia). |
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