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La circolare dello Stato Maggiore
Esercito n. 121 del 9 febbraio 1987 dispose che tutti i Corpi ed
Enti dell'Esercito che avevano diritto a fregiarsi di uno stemma ne
rivedessero il disegno, secondo le direttive che seguono:
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scudo: di forma sannitica e con il
solo vincolo del capo onorevole d'oro (indicativo delle Medaglie
d'Oro al Valor Militare conseguite) unico e non soggetto a
partizioni;
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corona turrita: tassativamente
uguale, per tutti i Corpi od Enti, d'oro;
-
ornamenti, comprendenti in modo
tassativo:
a) una lista bifida d'oro, riportante il motto;
b) eventuali onorificenze, "accollate alla punta dello
scudo";
c) i nastri rappresentativi delle ricompense al Valore, "scendenti
svolazzanti in sbarra ed in banda" ai lati dello scudo, in numero
non superiore a 10.
In ottemperanza a tali direttive,
venne ridisegnato lo stemma dell'Arma, mantenendo all'interno dello
scudo gli stessi tradizionali elementi che figuravano
in quello del 1977- carico ormai di quasi 40 anni di storia -
rimuovendo soltanto il palo d'azzurro dal capo d'oro. Scomparirono,
invece, gli ornamenti che caratterizzavano la raffigurazione
precedente e venne ridotto il numero dei nastri ai lati dello scudo
(alcuni dei quali, per rispettare il limite massimo di dieci,
recano in cifre romane il numero delle decorazioni concesse più
volte). La simbologia delle figure è rimasta immutata.
Il capo onorevole d'oro rappresenta
le 3 Medaglie d'Oro al Valore Militare di cui è insignita la
Bandiera dell'Arma.
L'insegna pendente sotto lo scudo ed
i nastri a lato indicano:
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4 Croci di Cavaliere dell'Ordine
Militare d'Italia, già Ordine Militare di Savoia, (nastro azzurro
con filetto rosso centrale): Guerra Italo-Etiopica (1935-1936);
Lotta contro il crimine (1946-1974); Lotta contro il crimine ed il
terrorismo (1975-1981); Lotta contro la criminalità
(1981-1984);
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3 Medaglie d'Oro al Valor Militare
(nastro azzurro bordato di oro): 1a Guerra Mondiale (1915-1918);
Battaglia di Culqualber (1941); Resistenza e Guerra di Liberazione
(1943-1945);
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5 Medaglie d'Argento al Valor
Militare (nastro azzurro bordato d'argento): Battaglia di Pastrengo
(1848); Campagna di Libia (19111912); Battaglie di Eluet-el-Asel e
Lamluda (1941); Campagna di Russia (1941-1943); Resistenza in
Jugoslavia (1943-1945);
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4 Medaglie di Bronzo al Valor
Militare (nastro azzurro): Battaglia di Verona (1848); Battaglie di
Staffalo, Sommacampagna, Milano e Peschiera (1848); Cirenaica
(1923-1924); Fronte Greco-Albanese (1940-1941);
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2 Croci di Guerra al Valor Militare
(nastro azzurro con due filetti centrali d'argento): Tripolitania
(1922-1923); Tripolitania (1922-1930);
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3 Medaglie d'Oro al Valore
dell'Esercito (nastro azzurro con due filetti d'oro): Terremoto
Friuli-Venezia Giulia (1976-1977); Terremoto Campania e Basilicata
(1980-1981); Missioni di pace all'estero (1982-1993);
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6 Medaglie al Valor Civile (nastro
tricolore): d'Oro, per l'alluvione del Polesine (1951); d'Oro, per
le avversità atmosferiche (1956); d'Argento, per il disastro del
Vajont (1963-1964); d'Oro, per le alluvioni (1966); d'Oro, per la
lotta alla criminalità (1985-1991); d'Oro, per le alluvioni in
Piemonte e in Emilia Romagna
(1994). |