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Alberto Sordi è tutto preso per
festeggiamenti, tanti auguri da tutti, per i suoi ottanta anni,
portati benissimo, con la freschezza, l'ironia, la grottesca
bonomia che hanno fatto di lui una maschera inconfondibile, unica.
E appunto con questa maschera ha indossato la divisa da carabiniere
nel 1958 in un film di Luigi Zampa, "Ladro lui, ladra lei". Era una
falsa divisa perché il "lui" in questione era Cencio, un ladruncolo
che si finge carabiniere per meglio effettuare un bel furto.
Accanto a "lui" c'è "lei", Cesira, cioè Sylva Koscina. Sordi
ricorda:
«Cencio è orgoglioso della propria professionalità, ma è
perseguitato dalla gelosia della sua bella vicina di casa, appunto
Sylva-Cesira. Questa gelosia lo perde, nel senso che lo fa finire
anche in prigione, scortato da suoi colleghi "veri"... Ma in
prigione lui è abituato ad entrare ed uscire, è un "carabiniere"
che si trova perfettamente a suo agio dietro le sbarre. Vorrei qui
ricordare la Koscina, che era bravissima. Non è stata fortunata ed
è scomparsa troppo presto».
Diceva prima che sentiva l'orgoglio
del "caramba", sia pure truffaldino...
«Una cosa curiosa. Da un lato percepivo la piccola
trasgressione, essere "uomo di legge" senza esserlo davvero, sia
pure nella finzione cinematografica. Sa, il carabiniere mi evoca
immagini di fedeltà e di abnegazione: mi ricordo anche le famose
vignette della "Domenica del Corriere" e della "Tribuna illustrata"
dove c'era sempre un uomo in divisa pronto a tutto per il bene
comune. Dall'altro ero in quei panni amati insolitamente lusingato
... ».
Poi però il carabiniere l'ha fatto
davvero...
«In "Il disco volante" di Brass, qualche anno dopo. Sono quello
che redige il verbale dell'interrogatorio di chi dice di aver visto
i marziani, che sono realmente approdati in un paesino del Veneto,
un po' curioso e un po' codino. Un po' come nel "Marziano" di
Flaiano, uno scrittore che rileggo spesso. Con Brass era un
autentico spasso girare, un diluvio di vitalità e di creatività
"veneziana". Comunque un piccolo ruolo, nello stesso film sono
prete, impiegato, nobile checca ... ».
Aspetta ancora di "incontrare" un
carabiniere nella sua professione...
«Non è mai troppo tardi. Però ora sarei un carabiniere in
pensione. Magari un generale, oppure un umile brigadiere come nel
film di Brass. Cosa può fare un carabiniere in pensione nel cinema
di oggi? Può un carabiniere in pensione capire e muoversi nel mondo
complicato di oggi? Io penso proprio di sì. E a proposito aspetto
qualche idea, creativa e produttiva».
Renato
Minore |