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Fu a
Parigi che imparai a guardare l'Italia con gli occhi del
carabiniere. A metà degli anni Sessanta ero un giovane
direttore di Panorama, e proprio per la rivista fondata da
Time e Mondadori stavo cercando uno scrittore versatile per
la rubrica di costume.
Così incontrai Mario Soldati, il
romanziere di Lettere da Capri, che spesso si esiliava nella
capitale francese per lavorare in pace. Ci mettemmo presto
d'accordo sul titolo della rubrica e il relativo compenso (Soldati
era un uomo generoso, ma come tutti i generosi aveva le mani
bucate).
Poi domandai: "E adesso, Mario, cosa
stai scrivendo?" Tirò fuori dalla tasca del cappotto di tweed,
stile Sherlock Holmes, un grosso fascio di appunti: "Vorrei fare un
romanzo popolare sulla 'Benemerita'" mi disse: "E poi magari uno
sceneggiato a puntate per la televisione. Perché, vedi, come Pisa
non esiste senza la Torre pendente, così l'Italia non si capisce
senza la lucerna dei Carabinieri."
Nascevano così I racconti del
Maresciallo, quindici storie vere che Soldati aveva ricavato dalle
esperienze di un suo caro amico, sottufficiale dell'Arma. Il libro,
pubblicato da Mondadori, ebbe un immediato successo; e fu sulla
scia di quel successo che il regista Mario Landi portò sul piccolo
schermo, in sei gustosi e sapidi telefilm, le oscure vicende di una
piccola Stazione dell'Arma. Gigi Arnaudi, il maresciallo dai toni
bruschi e dalla profonda umanità, era interpretato da un
impeccabile Turi Ferro.
Dalle Alpi a Lampedusa milioni di
Italiani scoprirono per la prima volta i rischi e le fatiche dei
'guardiani della legge'. Era il primo feuilleton da piccolo
schermo, con il suo eroe positivo in bianco e nero, che Gramsci
avrebbe definito 'nazional-popolare'.
Se un giorno un nostro Honoré de
Balzac scriverà una 'commedia umana' sull'Italia del Novecento, non
potrà fare a meno di rivedere e studiare in cineteca tutte le
'maschere' della nostra tivù primordiale, sia nelle scene di città
che in quelle della profonda provincia.
Tra queste 'maschere' popolari,
personaggi degni della Commedia dell'Arte, campeggiano a tutto
tondo il Don Camillo di Fernandel e il Maresciallo dei Carabinieri
modellato da Vittorio De Sica (o Turi Ferro). Ma il nostro
romanziere dovrà pure chiedersi, come altri si sono chiesti mille
volte, il motivo per cui il maresciallo-De Sica 'fa meno paura' del
fumantino sacerdote. |